Visita alla roccia della dea Maia con la sagra che vale un anno
PENNAPIEDIMONTE. Per l’undicesimo anno il paese torna ad animarsi grazie alla sagra del cinghiale da oggi al 22 agosto. Si tratta ormai di un momento entrato a far parte della
tradizione, un appuntamento con l’enogastronomia locale a base di cacciagione, piatti rari e buon vino. Un evento per il paese di 600 anime, le case scavate nella roccia. Per preparare
la sagra estiva i pennesi lavorano durante quasi tutto l’anno. E’ l’occasione per vedere le vie, solitamente poco affollate, invase da turisti e amanti della buona cucina. Per
questo al Comune si sono unite la comunità montana della Maielletta e l’associazione degli “Amici della musica e del teatro” di Guardiagrele per promuovere ancora una volta la “Rassegna
nazionale del teatro per ragazzi”, giunta già alla quinta edizione. In piazza Umberto I saranno messe in scena, nella serata del 6 agosto, “Burattinando“, dell’associazione culturale
Experio di Ortona, mentre nella serata del 20 la compagnia teatrale “ Guardiani dell’oca” di Chieti proporrà la rappresentazione “Robin Hood nel castello di Nottingham“. Da centro
dell’artigianato dei maestri scalpellini di un tempo, ora Pennapiedimonte diventa una “mostra all’aperto“ con sculture in pietra lavorata, elementi stilistici e decorativi nei
cornicioni e nei portali dei palazzi. Dopo aver gustato le specialità offerte dalla sagra del cinghiale e assistito agli spettacoli, è inevitabile una visita al borgo sovrastato dalla
roccia in cui la tradizione vede la raffigurazione di Maia, detta anche “donna seduta“. La leggenda narra che la dea fuggì dalla Frigia con il suo unico figlio, il gigante Mercurio,
ferito a morte. Per sfuggire ai nemici inseguitori si nascose tra le selve montane dell’odierna Pennapiedimonte, ma suo figlio morì ed rimase a piangerlo fino a morire di dolore. Il
massiccio della Maiella prese il nome da ciò e tutte le volte che il vento fischia fra le rocce si dice che sia la voce di Maia. Vittoria Iacovella