Il mensile «La penna» per raccontare storia e problemi di Pennapiedimonte
PENNAPIEDIMONTE. Informazione, conoscenza dei problemi locali ma anche recupero delle tradizioni e della storia del piccolo e antico borgo aggrappato alle pendici orientali della
Maiella. E così che è nata “La penna”, il primo giornale pennese che con testata e logo strizza l’occhio insieme al masso slanciato che svetta sul paese e appunto l’arnese che traduce
nero su bianco i pensieri dello scrittore. Fatto unico, da annotare per futura memoria, lo spuntare di un mensile in una comunità che conta poco più di 500 anime, con una media di età
elevata. Fatto unico come la vicenda delle famiglie rumene “importate” dalla madrepatria all’inizio dell’anno su iniziativa del sindaco Vincenzo Carideo in funzione anti-spopolamento,
questione salita sulla ribalta nazionale per l’originalità della trovata su cui “La penna” promette già da ora contributi, opinioni e dibattiti sulle sue quattro pagine, per ora almeno.
L’avventura editoriale si deve a Carmine Di Santo, 41 anni, ex sindaco e geometra con laurea IN “tecnica dell’ambiente e del territorio” conseguita all’università D’Annunzio. Il neo
editore si è circondato degli amici di sempre, «persone armate di buona volontà oltre che curiose, spigliate e intelligenti», le definisce, quindi ha scelto Francesco Blasi come
direttore responsabile. Contenuti variegati, saluti di benvenuto e un’analisi della qualità della vita in paese, il numero zero è stato presentato in una serata al Balzolo, la terrazza
con vista sulle gole che conducono in montagna. La campagna abbonamenti conta già alcune decine di sottoscrittori. Il primo numero in agosto. «Sarà, la nostra, informazione di servizio,
lontana nei tempi e talvolta anche nei temi dal giornalismo classico che vive sulla notizia», spiega Di Santo. «Il giornale nasce qui, ma vuole presto arrivare a coprire l’intera
Comunità montana della Maielletta, il nostro ambito di riferimento naturale con i suoi sette comuni».